Architettura moderna a Palermo, ecco cosa vedere assolutamente

Secondo Elle Decor, il magazine internazionale di Design; la capitale italiana della cultura 2018 è in piena rinascita, effettivamente Palermo sarà anche la città che ospiterà l’importantissima “Manifesta 12” la biennale di arte contemporanea più importante d’Europa.
Palermo sicuramente negli ultimi anni sta vedendo una luce diversa, un aria di rinnovamento che spinge sempre più i proprietari dei palazzi antichi, a svolgere azioni di restauro mirati, ma non solo anche le amministrazioni pubbliche investono denaro per la creazione di luoghi sociali e culturali.
Come spesso viene mostrata anche da noi di VivendoPalermo, la città è ricchissima di edifici di ogni epoca, monumenti e piazze di ogni stile diverso, Palermo sembra dare quella impressione di città ferma al suo passato, ma così non è, come infatti mostra ELLE DECOR, Palermo è una città che comunque è cresciuta ed è andata avanti.
Tanti sono gli architetti che negli anni si sono confrontati con il territorio e hanno dato vita ad opere di sicuro impatto moderno, in questo articolo vogliamo riportarvi i 5 indirizzi per scoprire Palermo come città moderna.

Vi lasciamo gli indirizzi con una immagine specifica e la stessa descrizione scritta dagli esperti di ELLE DECOR, visto che, chi meglio di loro può descrivere ciò.

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Carlo Scarpa: Palazzo Abatellis 

Nel 1953 l’architetto veneziano eseguì a Palermo uno degli interventi più significativi nella moderna concezione del restauro architettonico in Italia: nella dimora signorile del Cavaliere Francesci Abatellis nel cuore del quartiere della Kalsa, oggi sede della Galleria regionale per l’arte medioevale, Scarpa concepì un progetto di allestimento definito da Walter Gropius “Un capolavoro. La miglior ambientazione di museo che mi sia mai capitato di incontrare in tutta la vita”. All’interno di uno degli edifici più significativi dell’architettura gotico-mediterranea nella Sicilia occidentale, Carlo Scarpa riesce a isolare i capolavori esposti con soluzioni geniali, uno uso raffinato dei materiali e dettagli straordinari (uno su tutti, il sostegno dei dipinti posto su un unico lato, in modo da poterli ruotare manualmente a seconda delle condizioni di luce).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carlo Broggi: Grattacielo Ina Assitalia 

Il grattacielo più alto di Palermo fu completato nel 1955 su progetto di Carlo Broggi e rispecchia appieno i canoni estetici del razionalismo italiano: 65 metri di altezza per 17 piani al centro dell’ex rione Villa Rosa L’edificio su cui fino a pochi anni fa svettava il logo illuminato dell’Ina Assitalia. A legarlo alla città sono i rilievi di Nino Geraci che raccontano La Sicilia e le sue attività lavorative

 

 

 

Gae Aulenti : Palazzo Branciforte

Un restauro di cinque anni ha trasformato Palazzo Branciforte in uno splendido centro culturale moderno all’interno di un palazzo del XVII secolo.  Il merito è di Gae Aulenti, che con il suo segno colorato e pulito ha dato nuova vita a questo vecchio edificio in disuso, raggiungendo un punto altissimo nel Monte di Santa Rosalia, un ex spazio di archiviazione in legno con un sistema labirintico di scaffali, scale e piattaforme che oggi ospita mostre d’arte temporanee. (leggi di più su Palazzo Branciforte)

 

 

 

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Italo Rota: Lungomare Foro Italico

Con il suo progetto di un “mare verde” Italo Rota ha voluto restituire “il mare” ai cittadini palermitani, riproponendo l’antica passeggiata, ma anche uno spazio per lo sport, per i bambini e per il tempo libero. Il segno di Rota si riconosce nei dissuasori in terracotta invetriata ispirati al profilo del busto di Eleonora d’Aragona, scolpito dal Laurana, presenti in alcune sale del Museo Abatellis.
In ceramica sono anche le panchine, con cuscino blu, “divani” disposti “a stanze”, con tappeto in cemento rosso al centro, decorato da giovani artisti palermitani.

 

 

 

 

BBPR : Palazzo Amoroso

I maestri del razionalismo italiano Gian Luigi Banfi Lodovico Barbiano di Belgiojoso Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers sono gli autori di Palazzo Amoroso di piazzetta Santo Spirito, un progetto completato nel 1974 che rappresenta un raro modello cucitura tra città antica e architettura moderna di un brano di città antica con gli strumenti lessicali dell´architettura moderna. I Palermitani lo chiamano La milanese, perché è una palazzina senza balconi ma “con minuscole finestre tipo quelle che si vedono a Milano”.

 

 

 

 

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