Breve storia del Teatro Massimo, il più grande edificio teatrale lirico d’Italia

Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele è il più grande edificio teatrale lirico italiano, ed il terzo in Europa dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna.  Il teatro è un vero e proprio gioiello palermitano, e viene riconosciuto ormai universalmente come uno dei simboli di Palermo. L’edificio viene costruito demolendo la Chiesa di San Francesco delle Stimmate e l’annesso convento e la Chiesa di San Giuliano; poichè la realizzazione della grande opera richiedeva spazi ampissimi. Il progetto venne affidato dopo la vittoria di un concorso a Giovan Battista Filippo Basile, alla morte del quale subentrò il figlio Ernesto Basile. Gli uomini impiegati nella costruzione del teatro furono tantissimi, servivano infatti anche tanti maestri di intaglio, dato che l’opera è quasi interamente in pietra da taglio, ed ormai gli esperti in questa tecnica erano in numero veramente esiguo. Una delle curiosità che riguarda la costruzione, è l’utilizzo di una rivoluzionaria gru alimentata da un motore a vapore, che permise di diminuire anche i tempi di costruzione dell’imponente opera. Per quanto riguarda lo stile architettonico l’edificio si ispira a quello che è lo stile greco-romano, difatti l’esterno è caratterizzato da un pronao corinzio esastilo elevato su una monumentale scalinata. Ai lati della scalinata sono presenti i due famosi leoni bronzei realizzati da Benedetto Civiletti e da  Mario Rutelli. Degna di nota è la grande cupola che sovrasta il Teatro.

 

La struttura della cupola è in metallo e attraverso un sistema d’azionamento molto particolare consente degli spostamenti della stessa per compensare le variazioni di temperatura. Per gli arredi interni l’architetto si servì della collaborazione di un altro genio palermitano, pezzo di storia della città e della Sicilia, ossia Ducrot. Ducrot si occupò della realizzazione dei palchi e dei grandiosi interni, dando per l’ennesima volta dimostrazione del gusto e del raffinato ingegno di cui sono dotati i palermitani. L’interno è decorato e dipinto da Rocco Lentini, Ettore De Maria Bergler, Michele Cortegiani, Luigi Di Giovanni. La platea dispone di uno speciale soffitto mobile composto da grandi pannelli lignei affrescati, che vengono mossi da un meccanismo che ne consente l’apertura quando aumenta eccessivamente la temperatura interna della sala, consentendo l’aerazione dell’intero ambiente. Il sistema permette al teatro di non necessitare di aerazione forzata per la ventilazione e la climatizzazione interna. Varie sono le curiosità che riguardano il teatro, ad esempio per quanto riguarda il cinema il Teatro Massimo compare ne “Il padrino parte III” di Coppola in cui il padrino Michael Corleone si reca a Palermo per assistere al debutto del figlio nella Cavalleria rusticana. Inoltre, come abbiamo già accennato precedentemente, per la realizzazione del monumentale edificio si è dovuto procedere all’abbattimento di una chiesa e di un convento, la tradizione narra che una suora detta “la monachella” si aggiri ancora per le sale del teatro, e chi non crede a questa leggenda inciampi su di un particolare gradino detto appunto “gradino della suora”.

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