Castello Utveggio da un anno e mezzo lasciato a morire nel totale abbandono, ecco la denuncia (Foto)

Il Castello Utveggio fa parte della “Skyline” di Palermo, uno splendido edificio in stile liberty, voluto appunto dal Cavaliere Michele Utveggio nel 1928. Mai utilizzato per scopi militari, oggi in totale abbandono meriterebbe invece di essere difeso anche con le forze armate. Da un anno e mezzo(dalla chiusura del centro regionale di alta formazione Cerisdi a marzo 2016)  lasciato a morire nel totale abbandono, preda di saccheggi e di atti vandalici di ogni tipo!!
Da qualche giorno è partita attraverso i social network una denuncia accompagnata da un “foto-reportage”, presto tutto ciò si trasformerà in un esposto da parte di 22 associazioni culturali alla Polizia Municipale.

Vi riportiamo adesso il testo-denuncia e la descrizione scritta di ciò che oggi è il Castello Utveggio nel suo totale abbandono e degrado, riportando anche il set di foto che accompagnano la denuncia partita dai social network.
Il Castello Utveggio con la chiusura del Centro di alta formazione CERISDI si trova dal 23 marzo 2016 in un stato gravissimo di abbandono. Quel giorno, infatti, l’Assemblea straordinaria dei soci aveva deliberato lo scioglimento dell’Associazione e la conseguente liquidazione del Centro. Dopo l’ampio battage mediatico di questi giorni con un servizio ieri sera sui canali della Rai in cui si riferiva della vandalizzazione in corso in seguito all’abbandono, abbiamo voluto verificare la situazione reale del complesso monumentale. La ricognizione è iniziata alle ore 10 e si è conclusa alle 17. La recinzione del parco risulta in più punti violata con ampi varchi e punti di accesso. Lungo la via di accesso l’abbandono e il degrado è totale con impianti tecnologici abbandonati e cavi elettrici bruciati per ricavarne rame. Non abbiamo incontrato nessun custode o personale che accertasse le buone intenzioni della visita documentale sullo stato dell’edificio. La porta di accesso ai corpi bassi delle cucine è stata forzata permettendone l’accesso. Le vetrate con infissi in legno a pian terreno del corpo principale dell’edificio risultato chiuse con addossati all’interno tavolini per evitarne l’apertura (gli infissi sono molto precari e sarebbe davvero facile lo scasso). Abbiamo scattato qualche immagine attraverso le vetrate di questi infissi del corpo centrale per documentare la statua con grave rischio di furto, le immagini degli interni sono esclusivamente attraverso i vetri. Nel porticato esterno vi sono quattro lampadari di pregevole fattura che rischiano seriamente l’asportazione considerando che a poca distanza vi è già pronta una scala che è servita di recente a rubare uno dei tanti faretti a led che illuminavano di sera il prospetto (dalle immagini si può notare il furto del faretto e bulloni e morsetti abbandonati a lato sul muretto). Nella parte sommitale dei prospetti si notano diversi distacchi di intonaco a causa delle infiltrazioni di acqua dalle caditoie otturate per la mancanza di manutenzione. Gli intonaci si trovano al suolo per ampi tratti. Sono evidenti anche molte crepe e mancanze che richiederebbero un tempestivo restauro. Il sistema di videosorveglianza non sembra funzionare e neanche le barriere ad infrarosso che non si sono accese al nostro passaggio. In 5 ore d’altronde qualsiasi pattuglia avrebbe avuto modo di giungere dalla città. La sensazione è che tutto sia pronto per il furto interno all’edificio di questa notte o delle imminenti prossime. Mi scuso se il resoconto non è molto fluido o discorsivo ma dopo questa visione sono molto scosso e non riesco bene a trovare una forma letterale adeguata. Lascio che le immagini parlino per me e auspico un pronto intervento a tutela e salvaguardia del pregevole complesso monumentale. L’idea di documentare lo stato dei luoghi è nata temendo esattamente quello che poi si è materializzato davanti agli occhi. Domani mattina presentermo denuncia dei fatti al Nucleo Tutela Patrimonio Artistico – Polizia Municipale competente relativamente alle attività territoriali di polizia giudiziaria.

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