Il decimato Palermo ha il ‘mal di casa’, il Venezia ringrazia e si prende il punto

Ormai quello che si vede dall’inizio della stagione sembra un copione scritto in partenza, con l’intenzione di non regalare ai tifosi del Palermo una certa costanza di umore e di sensazioni, nel bene e nel male. La formazione rosanero non riesce a mantenere lo stesso volto, la stessa andatura e lo stesso ritmo per due partite di fila. E così, dopo la bellissima vittoria ottenuta dieci giorni fa sul campo dell’Avellino, con una prova di forza che ha dato l’impressione di trovarsi di fronte ad una squadra in grado di ammazzare il campionato in tempi brevi, ecco che arriva l’opaca prova della formazione di mister Bruno Tedino al cospetto del Venezia di Pippo Inzaghi. Una squadra sorniona e pronta a cogliere le occasioni, proprio come nel DNA del proprio allenatore, ma che a differenza dell’ex bomber di Milan e Juventus è tutt’altro che offensiva e votata all’attacco. Una squadra quasi sempre arroccata all’indietro, in difesa di un giovane portiere come Audero, capace comunque di disimpegnarsi in più di un’occasione. E se dall’altra parte del campo c’era un Palermo privo di tanti elementi offensivi, il piatto è servito: freddo, privo di gusto e mangiato controvoglia da chi se lo è visto servire al tavolo.

Una partita di una bruttezza inenarrabile, con davvero pochissimi picchi positivi e caratterizzata dai falli, dalle interruzioni e dalla scarsa fluidità di gioco da entrambe le parti. Uno 0-0 che non era esattamente annunciato, ma che già dopo una manciata di minuti dopo il fischio d’inizio sembrava essere l’unica soluzione possibile. Il Palermo era sceso in campo con una difesa falcidiata dalle assenze e che solo nelle ore precedenti alla gara del “Barbera” ha ritrovato Struna, schierato in extremis da Tedino. Una formazione che in mezzo al campo non ha potuto contare – e non potrà farlo per almeno un mese e mezzo – sulla verve di un Chochev ritrovato dopo diverse gare sonnolente. E soprattutto, quello visto contro il Venezia era un Palermo privo di Ilija Nestorovski, andato in panchina solo per onore di firma e per stare vicino alla squadra, da capitano e leader carismatico qual è diventato in questa stagione. Dunque, il punteggio a reti bianche era difficile da sbloccare per una squadra che di armi vere e proprie non ne aveva nonostante la presenza in panchina di due attaccanti di ruolo, ovvero il baby La Gumina e il nuovo arrivato Monachello, quest’ultimo evidentemente ancora non in condizione.

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Un Palermo che dunque continua ad avere difficoltà nell’ottenere risultati positivi in casa, e dopo la bruciante e meritata sconfitta di due settimane fa contro il Cittadella (formazione snobbata dai tifosi ma che ora si trova al quarto posto in classifica) arriva un pareggio a base di Xanax contro un Venezia giunto al “Barbera” – per stessa ammissione del suo allenatore – per provare in primis a limitare i danni con l’intenzione di tornarsene in Laguna almeno con un punto ottenuto senza soffrire. Il punto senza soffrire, i lagunari, se lo sono portato a casa, mentre il Palermo perde una grande chance per avvantaggiarsi sulla concorrenza, considerando il pareggio del Frosinone e soprattutto la sconfitta patita dal Bari sul campo della Virtus Entella. Proprio i galletti pugliesi, con un altro campione del mondo come Fabio Grosso in panchina e un indimenticato ex rosa come Franco Brienza in campo, sarà il prossimo ostacolo che il Palermo dovrà superare. E dovrà farlo con una squadra decimata da infortuni e squalifiche, anche se si spera di recuperare capitan Nestorovski. In questo momento l’unica ancora di salvezza per non farsi sommergere da un’ondata di depressione.

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