Il Genio di Palermo: l’origine del mito

Il Genio di Palermo è il nume della nostra città. Insieme a Santa Rosalia sono i patroni di Palermo. L’origine del mito non è certa, sicuramente si deve risalire all’epoca romana per trovarne le prime tracce o addirittura anche prima. Molti sono i significati attribuiti alla vera origine del mito del Genio, sicuramente la più affascinante è quella di Vincenzo Di Giovanni, che fa risalire la sua origine a Scipione l’Africano che regalò come segno di riconoscenza ai palermitani per averlo aiutato nella guerra contro i cartaginesi, una conca aurea, con al centro una statua di guerriero che nutriva dal petto un serpente.  Il genio viene rappresentato solitamente come un uomo barbuto in posizione seduta con un serpente che si nutre dal petto e la corona. Queste sono le caratteristiche più comuni del genio come scultura, poi ci sono anche delle altre varianti che lo vedono ad esempio sorreggere un medaglione con i ritratti di Ferdinando III di Borbone e della moglie Maria Carolina, ed il serpente è insieme ad un cane ai suoi piedi.

Questo si trova nel mosaico della Cappella Palatina, oppure in maniera ancor meno convenzionale nella rappresentazione che possiamo trovare a Palazzo Isnello, opera di Vito D’Anna. In questa rappresentazione, considerata un capolavoro della pittura barocca siciliana, il genio è ritratto in atteggiamento giocoso e circondato da figure simboliche. Vi è anche una scultura col cane ai piedi del genio, l’opera presente all’interno di Villa Giulia. Questa ricalca in pieno quello che è lo stile barocco e la nuova funzione che stava intraprendendo la figura del genio, difatti qui, come anche nell’affresco di Palazzo Isnello ha un ricco significato simbolico la figura del nume. L’opera all’interno di Villa Giulia ha accanto un’aquila, insegna della città, ai suoi piedi un cane, simbolo di fedeltà, e un fascio littorio, simbolo di potere. Sulla roccia vi è una cornucopia, simbolo di abbondanza; uno scudo con la Triscele, simbolo della Sicilia. La scultura è stata realizzata da Ignazio Marabitti su progetto di Nicolò Palma. Al genio di Palermo la popolazione è molto affezionata, è simbolo di appartenenza ma è stato anche in passato un simbolo di ribellione e di unità. Durante i moti del 48 i cittadini si riunivano attorno alla fontana di Piazza Rivoluzione che per l’occasione era ricoperto da un tricolore per manifestare il proprio desiderio di indipendenza dalla dominazione borbonica. In molti ai turisti in visita in città fanno visitare tutti i siti in cui è presente il “Genio”, altri invece si sono divertiti a fare una sorta di caccia al tesoro per trovarli tutti. In quanti sanno quante sono esattamente le rappresentazioni del Genio? In totale sono otto le rappresentazioni monumentali del Genio di Palermo. Se volete vederle tutte qui sotto vi diamo la lista completa.

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  • Genio del Porto, altorilievo marmoreo del cippo situato all’ingresso del porto di Palermo su via Emerico Amari.
  • Genio di Palazzo Pretorio, detto in siciliano Palermu u nicu (Palermo il piccolo).
  • Genio del Garraffo, detto in siciliano Palermu lu grandi (Palermo il grande) per distinguerlo da quello più piccolo di Palazzo Pretorio. La scultura fu realizzata da Pietro de Bonitatealla fine del XV secolo. Si trova alla Vucciria, nella nicchia centrale dell’edicola realizzata da Paolo Amato nel XVII secolo.
  • Genio di Piazza Rivoluzione. Scultura del XVI secolo, posta sulla fontana di Piazza Rivoluzione.
  • Genio di Villagrazia, o di Villa Fernandez. Rilievo scultoreo della fine del XVII secolo, posto sull’ingresso di Villa Fernandez, in via Crimi, nel quartiere di Villagrazia a Palermo.
  • Genio dell’Apoteosi di Palermo, personaggio centrale dell’affresco L’Apoteosi di Palermo (1760), dipinto da Vito D’Anna nel salone da ballo di Palazzo Isnello.
  • Genio di Villa Giulia, scultura marmorea (1778) collocata al centro della fontana di Ignazio Marabitti a Villa Giulia.
  • Genio del Mosaico, pannello musivo posto sopra la porta d’ingresso della Cappella Palatina a Palazzo dei Normanni. L’opera fu realizzata da Pietro Casamassima nei primi del XIX secolo.

 

 

 

Alcune informazioni prese da Wikipedia.it

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