La partita perfetta del Palermo: sono i rosa i veri galli cedroni

Ancora una volta, il Palermo si trovava con le spalle ben piantate sul muro, quasi senza un briciolo di speranza al cospetto di un avversario che invece si presentava forte, sicuro di sè e che tutti davano come insuperabile, considerando tutti gli annessi e i connessi. E invece, ancora una volta, quando il Palermo si ritrova con le spalle ben incollate al muro e con alte percentuali di fallimento (non ci riferiamo ovviamente a quanto potrebbe accadere nelle aule del Tribunale), i rosanero tirano fuori la prestazione perfetta e lanciano un altro segnale piuttosto chiaro e forte a chi vuole giocarsi la promozione nella massima serie. Una partita che si prospettava durissima, contro una squadra che in casa, davanti ad un pubblico di categoria superiore, ha sempre espresso il proprio gioco migliore. Ma alla fine, Bruno Tedino ha dominato nella partita a scacchi contro Fabio Grosso, l’uomo di Berlino e delle mille falcate con addosso la maglia del Palermo ma che ora sta diventando un allenatore di tutto rispetto proprio alla guida dei galletti baresi, fatti tornare mestamente nel loro pollaio dopo 90 minuti ai limiti della perfezione.

Di fatto, una vera conclusione dalle parti di Posavec non è arrivata, in una gara in cui il Palermo ha sfruttato le uniche armi che aveva a disposizione. La grande solidità del pacchetto difensivo, di fatto l’unico al completo considerando i rientri di Bellusci e Struna a pieno regime, ha fatto sì che giocatori di grande talento e spessore – almeno per la categoria cadetta – diventassero inoffensivi dalle parti del portiere croato, il quale mantiene ancora una volta la porta inviolata e rende quella rosanero una delle porte meno battute dell’intero campionato di serie B. E poi c’è il talento, finora inespresso oppure venuto fuori solo a tratti, dei giocatori che hanno composto il resto dell’undici schierato da Tedino per il Palermo che ha dominato a Bari. È stata soprattutto la serata da Igor Coronado e Alex Trajkovski, i quali hanno arrotondato il vantaggio arrivato grazie all’errore del portiere casalingo De Lucia sulla conclusione sottomisura, ma da posizione defilata, di un Rispoli tornato finalmente a macinare sulla sua corsia di competenza, riportando le lancette della sua carriera indietro di un paio di stagioni.

Il numero 7 macedone, finito nell’occhio del ciclone di critica e tifosi, aveva già fatto tremare il pubblico del “San Nicola” con un cross maligno e letto ancora una volta male da De Lucia, salvato solo dalla traversa dalla prospettiva di essere battuto in maniera goffa e beffarda. Ma la voleè di destro dell’ex giocatore dello Zulte Waregem, quella che è valsa al Palermo il doppio vantaggio dopo l’incursione vincente di capitan Rispoli, è da cineteca e probabilmente proietta Trajkovski su una dimensione completamente diversa rispetto a quanto si diceva e prospettava nelle scorse settimane. Di livello superiore anche la rete messa a segno dal numero 10, una rete da numero 10 che mette finalmente in mostra le qualità tecniche e la lucida follia del folletto brasiliano, capace di freddare il portiere biancorosso da una lunghissima distanza ma con una traiettoria incredibile, degna di un giocatore dal talento sconfinato, ovviamente in merito alla categoria in cui da anni si sta confrontando. E così, la partita perfetta per il Palermo è servita.

Difficile aspettarsi una simile prestazione da parte del Palermo, di fatto schierato al “San Nicola” contro il Bari con mezza squadra fuori causa. Capitan Nestorovski infortunato così come Chochev, un cursore di centrocampo che ha fatto bene finora come Murawski bloccato dal Giudice Sportivo così come uno Jajalo in crescita. Eppure è arrivato uno 0-3 inaspettato: può bastare per dare la misura di una squadra concentrata e vogliosa?

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