Oratorio San Lorenzo e il Caravaggio rubato

L’Oratorio fu costruito intorno al 1570 dalla Compagnia di San Francesco sui resti di un’antica chiesetta dedicata a San Lorenzo. Fu presto affidato ai frati del vicino convento di San Francesco che avevano il compito di seppellire i poveri del quartiere Kalsa. Solo successivamente fu impreziosito dagli stucchi di Giacomo Serpotta che qui lavorò tra il 1699 e il 1706. Sull’altare era conservato il capolavoro di Caravaggio; La Natività, opera dipinta a Roma nel 1600.

Proprio da questo luogo ha vita la storia anzi le storie della spettacolare opera rubata, “La Natività” di Caravaggio, rubata nel 1969. Caravaggio che in quel periodo è in fuga in Sicilia per via di una condanna a morte per l’uccisione di Tommaso Romassoni, decide di dedicarsi con tutto se stesso alla realizzazione di questa splendida opera di rara bellezza.

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L’opera che era stata restaurata nel 1951 è di grandi dimensioni – oltre 2m e mezzo per quasi 2m – e possiede la forza drammatica della tipica luce di Michelangelo Merisi con al centro Maria nelle sembianze di una bellissima e malinconica donna del popolo. L’elemento straordinario è Giuseppe, giovane rispetto all’iconografia tradizionale, volto di spalle e con un manto verde.

Ad oggi questa opera si trova nella lista dei 10 capolavori più ricercati al Mondo, Il furto della Natività è  presente nella lista dei primi dieci crimini d’arte dell’Fbi.

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Nonostante ciò, con l’aiuto della tecnologia, oggi l’Oratorio San Lorenza ha nuovamente la sua “Natività” un mix di stampa digitale su tela supportata da ricostruzioni a mano, un’opera sicuramente di grande impatto visivo, ma non paragonabile all’originale, che purtroppo è andata persa con estrema facilità.

 

La Natività di Caravaggio
La presentazione dello svelamento della copia del  dipinto di Caravaggio, ”Natività”
La riproduzione della copia

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