Progetto “Casa Florio”, l’eredità dei Florio continua

Noi di Vivendo Palermo abbiamo già scritto della storia della famiglia Florio, una famiglia che ha inciso profondamente nella storia palermitana, tracce della loro presenza sono in ogni luogo della città. La loro storia si intreccia profondamente con quella palermitana e siciliana, la vivacità dei propri membri è nota e invade ogni campo, da quello imprenditoriale a quello politico e culturale. Una famiglia che ha dato tanto alla nostra città e che in molti credono sia, erroneamente, ormai scomparsa. L’eredità dei Florio è ancora viva e presente. In molti hanno visitato durante “Le vie dei Tesori” Palazzo Quattro Pizzi all’Arenella e sono stati testimoni del genio, delle intuizioni e del mecenatismo che ha pervaso ogni membro della famiglia, ed il risultato conseguito dal palazzo (quarto sito più visitato su 110 presenti nel circuito della manifestazione) è testimonianza del grande affetto che la popolazione palermitana nutre ancora per questa famiglia che ha portato al centro della scena internazionale la nostra città. Si può tranquillamente affermare che “belle epoque” e Florio siano un binomio inscindibile. L’eredità come già detto non si è esaurita, non è terminata con il grande Vincenzo Florio ma continua con gli eredi di questa grande famiglia . L’eredità culturale della famiglia è attualmente custodita negli archivi di Casa Florio all’interno della Tonnara di proprietà degli eredi, ed è l’unico possedimento rimasto ininterrottamente negli anni di proprietà della famiglia, tonnara che quest’anno ha ricevuto la visita della “Fondazione Guggenheim” che ha come obiettivo quello di far conoscere al mondo la storia della famiglia. Adesso la missione che si sono prefissati gli eredi di Vincenzo Florio, ed in particolare Chico Paladino Florio, è quello di rinnovare la memoria dello storico nome della famiglia. L’ambizioso progetto diretto da Chico Paladino Florio avrà come cuore la tonnara con il meraviglioso Palazzo Quattro Pizzi, l’ultima abitazione di Vincenzo Florio e della seconda moglie, Lucie Henry Florio. Fino al 12 gennaio 2016, il palazzo, uno degli ultimi baluardi della “belle epoque”, apparteneva alla signora Silvana Paladino Florio vedova di Vincenzo Paladino Florio detto “Cecè“, pupillo e nipote acquisito di Vincenzo Florio che non ebbe figli suoi. Cecè Paladino era nipote prediletto di Lucie Henry Florio, figlio di Renè Henry Paladino che Lucie aveva avuto da una precedente relazione. Fu il nipote preferito del cavaliere Vincenzo Florio, e fu dallo stesso educato a sua immagine e somiglianza e nominato erede universale. Cecè, fu un personaggio straordinario, innamorato della borgata e della villa dell’Arenella, dove visse gli ultimi anni della sua vita. Il 12 gennaio del 2016 muore anche donna Silvana Paladino Florio,  si è spenta ad 76 anni ed era il cuore di questo splendido palazzo testimone di una grande epoca di ricchezza per Palermo. Adesso Chico Paladino Florio vuole dare nuovamente il posto che merita nella storia di questa città al cognome della sua famiglia, sta lavorando intensamente per avere un posto di rilievo nel 2018 ed essere presente in prima linea quando Palermo sarà “Capitale della Cultura”, per questo motivo sta avviando il progetto “Casa Florio”. La spiegazione del progetto la vogliamo lasciare al comunicato ufficiale della famiglia che noi di Vivendo Palermo abbiamo ricevuto:

“Casa Florio è un iniziativa culturale della famiglia Paladino Florio, gli eredi universali del mitico Vincenzo
Florio, ultimo rappresentante della grande famiglia che ha dato lustro più di ogni altra alla storia recente di
Palermo.
Gli scopi principali del progetto, costituito attualmente in forma giuridica di associazione culturale, sono
quelli di catalogare, restaurare e rendere fruibile al pubblico l’immenso lascito storico, artistico e culturale
dell’illustre avo, a partire dal grande complesso immobiliare della Tonnara dell’Arenella passando per le
opere inedite, quadri, cimeli, diari, fotografie e l’immenso archivio documentale. Vincenzo Florio, infatti,
non fu soltanto il creatore della mitica Targa Florio ma anche un inventore e un artista poliedrico e
multimediale. Allievo del maestro Pippo Rizzo, fu soprattutto un apprezzato pittore futurista. Fu
inoltre stilista, caricaturista, decoratore, architetto ma anche editore, chimico, pilota, aviatore…
Il suo immenso lascito è oggi custodito negli archivi della Tonnara Florio, di proprietà esclusiva degli eredi,
attualmente non attrezzata per essere usufruita dal grande pubblico. La Tonnara, di origini trecentesche, fu
dapprima luogo di rappresentanza della famiglia e, infine, l’ultima abitazione di Vincenzo Florio e della
seconda moglie, Lucie Henry Florio. È l’unico degli importanti possedimenti della storica famiglia ad essere
sempre rimasto nella disponibilità della stessa, fino ai giorni nostri. Il gioiello più splendente del complesso
è la famosa palazzina dei Quattro Pizzi, progettata nel 1836 dall’architetto Carlo Giachery, su committenza
di Vincenzo Florio I, successivamente decorata da Emilio Murdolo, maestro di Guttuso, e da Salvatore
Gregorietti.
Lo scopo dell’associazione culturale è dunque quello di raccogliere fondi attraverso attività culturali e
commerciali di vario genere, per consentirne il restauro e la fruizione.”

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