Il lato da scoprire della Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

Dal 21 Luglio del 2017, ormai tutti sappiamo che Palermo è stata proclamata la Capitale Italiana della Cultura 2018, ed è stata scelta poiché «è sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato all’inclusione, alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee» parole del Presidente della Commissione Stefano Baia Curioni. Ma le parole più belle sono quelle del nostro sindaco quando ha ricordato come la forza di Palermo consista nell’essere “la città dell’accoglienza in tempi duri come questi“.  
Adesso andiamo alla scoperta della Capitale Italiana della Cultura 2018. Cosa fare? Ci sono così tanti posti, tanti palazzi, tante spiagge da elencare che potremmo anche confondere voi lettori, ma abbiamo deciso di creare un itinerario particolare per voi amanti dell’insolito o del diverso. Quindi per seguire il nostro itinerario, mettete delle scarpe comode, un telefono carico in mano o una macchina fotografica, un paio di occhiali da sole e indossate la voglia di scoprire.

Abbiamo stilato per voi un itinerario diverso dal solito. Non vi porteremo a scoprire i principali monumenti, piazze o teatri, ma cercheremo di farvi conoscere il lato oscuro di Palermo, il lato che pochi conoscono poiché molto particolare e soprattutto diverso. Scarpe pronte? Andiamo.

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  1. Colazione con Granita e Brioche. La tipica Brioche soffice e profumata con quel piccolo “tuppo” sopra è perfetta da gustare con una rinfrescante granita, che sia inverno o estate, noi il gelato o la granita, dobbiamo sempre mangiarlo. Due delle pasticcerie più note e da provare sono il Bar Alba, a piazza San Giovanni Bosco 7 aperto da mezzo secolo e l’Antico Caffè Spinnato, in via Principe di Belmonte 111, con la sua aria elegante e raffinata.
  2. Gironzolare per i Mercati alla ricerca di tradizioni e prodotti tipici. Rumori, profumi e intorno palazzi in rovina, ecco cosa caratterizzano i mercati storici di Palermo, che sono quattro. La Vucciria,tra Piazza Caracciolo e dintorni, un tempo era una bottega della carne, tanto che il termine era originariamente boucherie in francese, che significa proprio macelleria. Il Capo, si trova nell’omonimo quartiere ed è di età musulmana: sorge lungo le vie Carini e Beati Paoli, la via di S.Agostino e la via Cappuccinelle. Ballarò va da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory verso Porta Sant’Agata ed in molti lo scelgono anche per la presenza di cibi cotti e di strada. Borgo Vecchio, tra piazza Sturzo e piazza Ucciardone, rimane aperto fino a tardi regalando alla zona un tocco tradizionale ma esotico anche al crepuscolo.
  3. Provare l’incredibile Street Food. Ai mercati o nei bar, l’importante è che sia buono. Se poi ci si vuole affidare ad un locale storico basta passare dalla Focacceria San Francescodove potete trovare Pasta con finocchietto selvatico e pinoli, Pasta con le sarde, Parmigiana, Caponata, Alici arrotolate, Pane e Panelle, Crocchette di patate, Sfincione, Anelletti al forno e Pane con la milza. In corso Finocchiaro Aprile c’è invece Antonio Buffa, meglio noto come Nino ‘U Ballerino che prepara panini con la milza in pochi secondi tanto da essere diventato famoso in tutto il mondo.
  4. Fare un giro tra le chiese con “Le Cupole Rosse”. San Giovanni degli Eremiti e San Giovanni dei Lebbrosi colpiscono per la loro architettura arabeggiante, ma non sono le uniche. San Giovanni degli Eremiti è un monumento nazionale oltre che una chiesa cristiana ma per il suo aspetto è più legata alle moschee islamiche con la cupola inventata nell’Ottocento dall’architetto Giuseppe Patricolo. La seconda è nata dalle ceneri del castello di Yahya durante la conquista normanna, ha uno stile orientale bizantino, è stata anche un lebbrosario e da qui il nome.
  5. Contare le Statue del Genio di Palermo. Ma dove trovarle? Cercarle è divento un gioco per i turisti. Sono il simbolo del posto e questo re col il volto barbuto, una corona e un serpente vicino si nasconde in sette luoghi, due dipinti e un mosaico. Che ne dite di trovarle ed elencarle? Io non vi aiuterò in questo. Buona caccia al tesoro.
  6. Misteri e Leggende e dove trovarli. Tra i miti più noti ci sono i Diavoletti della Zisa. Si tratta degli Dei dell’Olimpo raffigurati nell’arco di ingresso alla Sala della Fontana dell’omonimo palazzo. Impossibile contarli con precisione, sembra sempre che cambino di numero e si dice custodiscano il segreto di un tesoro immenso nascosto tra le mura. Si racconta di Matteo Balsamo, conte di Cagliostro nato qui e si sentirebbe correre a piedi scalzi nella zona di Ballarò. La misteriosa storia della setta dei Beati Paoli, che dovrebbe essere nata alla fine del XII secolo. Probabilmente devota a San Francesco di Paola, di giorno andavano vestiti come monaci e ascoltavano ciò che accadeva per la città. La notte complottavano sulle novità e condannavano a morte secondo le loro regole. Il loro tribunale si trovava nella zona del mercato del Capo.
  7. Scoprire Palermo da un’altra prospettiva. I Qanat. I Qanat sono canali che, seguendo le particolari conformazioni del terreno e la morfologia friabile della roccia, vennero costruiti per portare acqua in superficie, intercettando le falde naturali del terreno. Esistono vari qanat a Palermo di diversi periodi, lungo un grosso arco temporale che parte dalla dominazione araba ed arriva fino alla fine della dominazione normanna. Attualmente sono tre i canali visitabili e vengono organizzate visite guidate da parte di speleologi. Questi antichi acquedotti del periodo arabo si raggiungono accompagnati dalle guide della cooperativa Sottosopra. La differenza tra i qanat palermitani e orientali è l’assenza di un vero e proprio pozzo alimentatore, sostituito da un’estesa galleria ubicata a monte. L’esperienza è davvero emozionante.
  8. Organizzare “L’acchianata” a Monte Pellegrino. Organizzare una camminata a piedi verso il Monte Pellegrino, monte Sacro e luogo di culto dove Santa Rosalia viene omaggiata e dove apparve miracolosamente ad un pellegrino durante la peste. Dopo aver visitato il Santuario, basta avvicinarsi a qualunque pendice del monte, intorno gli scorci sono mozzafiato.
  9. Entrare nella Chiesa dello Spasimo. Si trova nella zona della Kalsa e risale al Cinquecent Divenne teatro, lazzaretto, magazzino e ospedale. Nel Novecento l’alluvione e i terremoti danneggiarono l’edificio che solo nel 1988 fu restaurato e poi riconsegnato alla città nel 1995. Ospita diverse rappresentazioni culturali, musicali e mostre. La particolarità di questa chiesa è proprio la mancanza del tetto e lo spettacolo che ad ogni ora del giorno può donare la vista.
  10. Conoscere la Piccola che “dorme”. Il miracolo della piccola Rosalia Lombardo è noto a tutto il mondo. Da quasi 100 anni al Convento dei Cappuccini, la piccola, morta a 2 anni nel 1920, fu fatta mummificare dal padre, dopo una probabile polmonite. Il metodo della mummificazione ne ha permesso la perfetta conservazione fino ad oggi, infatti sembra che la bambina stia solo riposando.
  11. Museo Etnografico Siciliano Pitrè. Che racconta attraverso reperti e documenti gli usi e i costumi del popolo sicilianoe della minoranza etnolinguistica albanese.
  12. Via Maqueda lungo il letto del fiume Kemonia. In questa centralissima zona scorreva questo fiume piuttosto impetuoso, tanto da creare inondazioni continue. Per questo è stato interrato.
  13. Una passeggiata rilassante al Giardino Inglese. Progettato da Giovan Battista Filippo Basile a metà Ottocento, è formato da uno spazio geometrico tipico italiano con linee più naturali in stile inglese, da qui il nome. All’interno vi si trovano piante provenienti da tutto il mondo.
  14. Visitare la Palazzina Cinese. Questa è l’antica dimora reale dei Borbone delle due Sicilie e si trova a margine del Parco della Favorita, vicino alla Riserva di Monte Pellegrino. Fu creata a fine Settecento da Giuseppe Venanzio Marvuglia. Potrete anche rilassarvi passeggiando per i suoi giardini.
  15. Alla scoperta della rarità dell’Orto Botanico. E come ultima ma non meno importante, la scoperta della vegetazione rara all’interno dell’Orto Botanico. Esso doveva contribuire allo sviluppo delle Scienze botaniche nell’interesse soprattutto della Medicina e dell’Agricoltura e dare ulteriore decoro alla città. Tra i suoi viali ci sono specie rarissime come l’amatissimo albero del cotone.

Dopo questo itinerario diverso dal solito, non dimenticatevi sempre che Palermo non è solo questa. Palermo è anche piena di spiagge da percorrere, vie da scoprire e luoghi da visitare.
Se volete qualche altro spunto, basta seguire la nostra rubrica Palermo a portata di Click.

 

 


Ringraziamo il fotografo Massimiliano Serrago per le splendide foto. Se volete dare un’altra occhiata alle sue foto, seguite le sue pagine https://www.instagram.com/masinoserrago/  e https://www.facebook.com/massimiliano.serrago

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