7 Gennaio 1943, quando gli aerei americani sganciarono le bombe su Palermo

Il conflitto andava avanti e non si arrestava l’avanzata degli alleati, proprio il 1943 viene ricordato come l’anno in cui gli americani colpirono maggiormente le città del sud Italia; Napoli, Catania e Palermo prese di mira in quell’anno per aprire un passaggio agli alleati.
Il bombardamento più feroce registrato a Palermo è quello del periodo di Maggio 1943, dove gli alleati fecero tabula rasa della città provocando tantissimi danni, morto e feriti.

Ma non tutti sanno che Palermo venne colpita dalle bombe alleate già prima del mese di Maggio, i palermitani infatti arrivarono a Maggio con una conoscenza importante di cosa significasse scappare dalla pioggia di bombe.
A Palermo già tra l’1 e 2 gennaio arrivarono le prime esplosioni da parte dell’esercito britannico, un avvertimento probabilmente ad indicare cosa sarebbe successo da li a poco.

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E’ giovedì 7 Gennaio 1943, una giornata con condizioni climatiche sfavorevoli al volo aereo, forse per questo motivo i palermitani non pensano minimamente ad un possibile attacco aereo, è una giornata abbastanza tranquilla.
Alle ore 16.25 senza il suono di nessuna sirena arrivano sul cielo palermitano i B24 Liberator bombardieri pesanti quadrimotore ad ala medio-alta dell’aeronautica americana. Un attacco in pieno giorno, inaspettato anche per le condizioni climatiche ma che mostrano a tutto il mondo quanto possano essere abili i piloti americani, vengono sganciate bombe da 250 kg su Palermo.
La gente non ha il tempo di fuggire, viene colta di sorpresa insieme alla contraerea cittadina che non riesce a sparare neanche un colpo contro i bombardieri americani.
L’attacco dura meno di un’ora alle 17.10 i cieli palermitani tornano liberi e Palermo si  trova a fare i conti con le macerie, i danni, con i morti e con i feriti.

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