Centenario della morte di Giuseppe Pitrè

Addì 10 Aprile 1916 – Muore Giuseppe Pitrè. Era nato a Palermo il 21 Dicembre 1841, in via Collegio di Maria al Borgo (al numero civico 83 una lapide lo ricorda). Da famiglia umile (il padre, marinaio, era morto di febbre gialla a New Orleans). Giovanissimo prese parte nel 1860, alla Spedizione dei Mille. Essendo medico di professione, venne a contatto con i ceti più umili, col mondo dei marinai e dei contadini.

Grazie a loro, spinto dalla passione per gli studi storici e filologici, raccolse i Canti Popolari Siciliani, grazie anche alla voce della madre che ricorda come “era la mia Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane”, dedicandole appunto questa sua prima opera. In seguito pubblicherà la < Biblioteca delle tradizioni popolari Siciliane >, pubblicata in 25 volumi fra il 1871 ed il 1913. Questa opera comprende i canti d’amore, di protesta, legati alle stagioni e culture, giochi, proverbi, motti e scongiuri, indovinelli, fiabe, spettacoli, feste, medicina popolare, leggende, cartelli, Pasquinate, Usi nuziali e lo specchio del costume nella famiglia, nella casa, nella vita del popolo siciliano.

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Per i suoi meriti e la sua fama fu nominato Senatore del Regno il 30 Dicembre del 1914 e nello stesso anno i suoi scritti vennero tradotti e pubblicati in America, specialmente i proverbi e le fiabe. Altrettanto belli furono gli scritti su Giufà, un personaggio della tradizione popolare. Fu presidente della Società Siciliana per la Storia Patria. Morì il 10 Aprile del 1916.

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