Fiume del Maltempo, Torrente Danisinni e fiume Oreto, i fiumi di Palermo

Palermo città marina, non solo perchè si affaccia sul suo bellissimo mare, ma anche perchè è a strettissimo contatto con i corsi di acqua in superficie ma anche nel sottosuolo.
Palermo anche se non sembra, possiede tre fiumi, anche se è doveroso essere più precisi e puntellare bene l’informazione. Sicuramente in passato i fiumi che coprivano Palermo erano tre, oggi il fiume è diventato uno solo, parliamo del famosissimo (famoso per tematiche negative, purtroppo!) Fiume Oreto.

In passato oltre al fiume Oreto, Palermo veniva attraversata dal fiume Kemonia e dal fiume Papireto, i due fiumi rappresentavano i confini della prima città costruita dai Fenici.

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Il fiume Kemonia (fiume d’oriente) nel corso dei periodi di pioggia assumeva carattere torrentizio, veniva chiamato anche Fiume del Maltempo, viene infatti ricordata un alluvione pesante, dove il Kemonia raggiunse limiti di altezza veramente notevoli. Nel febbraio del 1931, a fine mese, ci fu una pioggia incessante che provocò un’alluvione memorabile, con numerosi danni al patrimonio che causò pure delle vittime.

Il fiume Papireto (fiume d’occidente) Torrente Danisinni perchè attraversava l’omonimo quartiere vicino al Palazzo dei Normanni, era navigabile fino alla zona della Cattedrale. Vi crescevano in abbondanza i papiri, proprio da questi prende il nome.

Il fiume Oreto, ha la sua sorgente in piena Conca D’oro, attraversa alcuni paesi della provincia di Palermo prima di arrivare in città all’altezza di Villagrazia sotto Altofonte, scorre fino al mare e sfocia nei pressi di Piazza S. Erasmo.

Oggi sia il Papireto che il Kemonia, non scorrono più in superficie ma il loro corso continua all’interno del sottosuolo della città, il fiume Kemonia oggi è un affluente del fiume Oreto mentre il corso del Papireto prosegue il suo movimento sulla città e sboccia direttamente sul mare.
Per mostrare a turisti e palermitani i vecchi corsi dei fiumi, è stata installata una delle più grandi installazioni sonore urbane, che permette di ascoltare il rumore dei fiumi proprio sul letto del vecchio percorso. Oltre 2mila metri di percorso pari a 720 metri quadrati di superficie, una grande opera per far scorrere i fiumi nelle orecchie dei visitatori.

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