7 Marzo 1874 – I Florio comprano le Isole Egadi

Addì 7 Marzo 1874 – Viene firmato l’atto di acquisto delle isole Egadi e delle relative tonnare, da parte di Ignazio Florio, al prezzo di 2 milioni e 750 mila lire. Formava oggetto della compravendita «da potere» dei marchesi Giuseppe Carlo Rusconi e dal fratello Francesco – per una metà – e dalla marchesa Teresa Pallavicini, moglie del marchese Marcello Durazzo – per la restante metà – quanto appresso:

«1° Le isole di Favignana – Levanzo – e Marettimo – Formiche e loro tonnare e mari, coi titoli di nobiltà e relativi dritti di farsene investire. I mari denominati di San Vittore, Delli Porci, Nubia e Raisgerbi, coi relativi privilegiati dritti di privativa, esistenti nella Provincia e mari di Trapani, tali quali furono dalla Real Corte venduti e trasferiti coll’atto del Sedici Dicembre 1637 e con altri atti.

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2° Le case, casine, magazzini, giardini, flore, fabbriche, pozzi, cisterne, ed acque esistenti nelle isole anzidette e nella città di Trapani inservienti alla abitazione di essi pro prietari e persone di loro dipendenza ed all’uso delle tonnare, compresi tutti i mobili che esistono dentro tutti i casamenti di spettanza dei comparenti Rusconi e Pallavicini Durazzo.

3° Tutto il materiale che costituisce il corpo delle tonnare di Formica e Favignana e loro apparato sì di mare che di terra inerente al servizio delle stesse, cioè barche – barcaccie – ancore – cordaggi – sarziame – reti – sugheri, e quanto altro alle dette tonnare si appartiene.

4° I canoni enfiteutici appartenenti ai venditori sì e come possono loro spettare e spettano, i quali canoni si indicano della complessiva somma di Lire Diecimilauna, e centesimi cinquantotto.

5° Tutte le terre libere o coltivate nelle dette isole, di cui non si trova fatta dalla proprietà alcuna concessione perpetua». Il pagamento della ingente somma venne diviso in quattro annualità, sino al 30 Novembre1877. Sulle fasi della vendita non esistono documentazioni .

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Le fasi della non facile trattativa e tutti i passaggi antecedenti l’acquisto delle Egadi da parte di Florio, purtroppo,non sono noti per mancanza di documentazione. Sicuramente Florio si interessò a questa nuova avventura in quanto in quegli anni alcuni ricchi armatori genovesi acquistarono stabilimenti di lavorazione e conservazione in Sardegna ed anche i Sicilia. Pur essendo una operazione molto rischiosa, Ignazio Florio, non ebbe dubbi, già dai primi decenni dell’800, si occupavano di pesca del tonno e di gestione delle tonnare, dapprima, impiegando capitali in società con altri in quelle della costa palermitana (Vergine Maria, Arenella, Isola delle Femmine) e, successivamente, da soli, prendendo a gabella dal 1841 le tonnare di Formica e di Favignana. I Florio furono la più famosa e importante famiglia di negozianti-banchieri e imprenditori borghesi che la Sicilia abbia avuto in tutto l’800, si è svolta e consumata nell’arco di quattro generazioni; la prima, quella dei fratelli Paolo e Ignazio Florio mercanti di droghe, giunti a fine ‘700 da Bagnara Calabra; la seconda, caratterizzata dalla figura di Vincenzo, figlio di Paolo, primo vero capitano d’industria, di mentalità moderna, che sviluppò intensamente, per 40 anni, attività commerciali, finanziarie, protoindustriali e soprattutto armatoriali; la terza fu quella del figlio Ignazio, senatore del Regno come il padre, che guidò energicamente la Casa dal 1868 al 1891, anno della sua morte.

L’ultima generazione, come per le origini, fu ancora di due fratelli, Ignazio jr. e Vincenzo jr., figli di Ignazio,con loro si avviò la parabola discendente.(La Rivoluzione di latta)

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