Il Teatro Politeama

Il Teatro Politeama passa quasi in secondo piano nel panorama cittadino, probabilmente è anche giustificato dato il confronto col diretto concorrente, ossia lo splendido Teatro Massimo, ma vanta anch’esso una storia importante e prestigiosa. Il teatro si trova su piazza Ruggero Settimo, una delle piazze più importanti della città che insieme a piazza Castelnuovo vengono appunto comunemente chiamate  “piazza Politeama”. La costruzione inizia nel gennaio del 1867 con i lavori di scavo, ma la delibera del progetto è del 1865 ad opera del sindaco Antonio Starabba, marchese di Rudinì. Il concorso per la realizzazione del teatro viene vinto da Giuseppe Damiani Almeyda, geniale architetto ed ingegnere che lavorò anche per la famiglia Florio. Il teatro doveva avere nelle intenzioni originali un indirizzo ad un pubblico popolare, per questo motivo, nei progetti originali il teatro Politeama era stato concepito come un anfiteatro a cielo aperto, quindi con spettacoli dalle tematiche più leggere quali operette, lavori comici e drammatici, veglioni, feste e spettacoli equestri.

 

Successivamente, precisamente nel 1868 venne deciso di trasformare l’anfiteatro in una sala teatrale in modo da poter ampliare l’offerta di spettacolo anche con lavori di musica e di prosa. La copertura, considerata per l’epoca opera di grande ingegneria, venne realizzata in metallo dalla Fonderia Oretea nel novembre del 1877. Almeyda nella stesura del progetto si rifà a quelle che sono le tendenze stilistiche di fine 800, ossia ai modelli del classicismo accademico. L’ingresso del teatro è molto suggestivo, e presenta un monumentale arco trionfale al cui apice troviamo la Quadriga bronzea di Mario Rutelli, rappresentante il “Trionfo di Apollo ed Euterpe” ai cui fianchi sono posizionati una coppia di cavalli bronzei e cavalieri realizzati da Benedetto Civiletti rappresentanti i “Giochi olimpici“. Giuseppe Damiani Almeyda fece grande uso del colore e della policromia. All’epoca la policromia era stata riscoperta nelle opere antiche, in particolare nel 1850 nei templi greci, e utilizzò questa tecnica anche in questa sua opera. Infatti Damiani  Almeyda propone una ricca decorazione policroma di stile pompeiano sia all’esterno che all’interno del teatro, affidandola ad illustri pittori locali quali, Nicolò Giannone, Luigi Di Giovanni, Michele Corteggiani, Giuseppe Enea, Rocco Lentini, Enrico Cavallaro, Carmelo Giarrizzo, Francesco Padovano, Giovanni Nicolini.

L’interno è riccamente decorato, infatti i piani della struttura sono tutti affrescati da importanti artisti, come anche i corridoi, il foyers e la grande sala degli specchi.Tutti gli ambienti quindi portano grandi firme del campo artistico quali  Nicolò Giannone, Michele Cortegiani, Luigi Di Giovanni, Rocco Lentini e Enrico Cavallaro. Luigi Di Giovanni,Onofrio Tomaselli, Rocco Lentini, Vincenzo Riolo, Giuseppe Enea, Salvatore Gregorietti e Salvatore Valenti. Sul palcoscenico del teatro si sono svolte importanti rappresentazioni e si sono esibiti artisti di grande rilievo. L’apertura ufficiale si svolse alla presenza di re Umberto e della regina Margherita, fu rappresentato l’Otello di Verdi con protagonista il celebre tenore Francesco Tamagno. Il teatro per un certo periodo ebbe anche la funzione di cinema, precisamente dal 1947 circa, fino a metà degli anni 70. Dalla metà degli anni 70 in poi riprende quella che è la sua funzione originaria. Oggi il teatro è la prestigiosa sede della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.

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