La leggenda del coccodrillo della Vucciria di Palermo

Il mercato antico della Vucciria custode di tantissime storie e anche di una leggenda popolare molto antica ma non conosciuta da molti. Questa leggenda parla di un coccodrillo che mangiava i “picciriddi” (bambini), leggenda che ha origini assai lontane.
Si racconta che questo coccodrillo vivesse nelle vicinanze della fontana di piazza Caracciolo, l’animale stava tutto il giorno nascosto nelle acque della fontana e soltanto dopo il tramonto poteva essere avvistato in cerca di cibo, le sue prede preferite erano i bambini che popolavano la Vucciria al calar del sole.

Questo coccodrillo, non si sà come, era giunto dal lontanissimo fiume Nilo, probabilmente giunse via mare raggiungendo direttamente il fiume Papireto, fiume che alimentava la fontana di piazza Caracciolo, per questo motivo il grosso animale trovò casa proprio nelle acque della fontana.
Nel quartiere ben presto girò la voce di questo animale, e tutta la popolazione impaurita cercava di tornare in casa prima del tramonto, ma non tutti rimasero impauriti.
Cinque ragazzi coraggiosi del quartiere, decisero di affrontare l’animale, organizzarono una vera imboscata, aspettarono il calar del sole e si nascosero, quando l’animale uscì, lo attaccarono.

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Il coccodrillo al calar del sole si allontanò dalla fontana per il suo solito banchetto, ma venne raggiunto da 4 ragazzi che lo bloccarono tenendolo dalla coda, l’enorme animale non riuscì a liberarsi e così venne raggiunto dal quinto ragazzo che lo colpì con un coltello sulla pancia. Il ragazzo affondò la lama con tutta la sua forza e con rapidità salì con la lama in modo da aprire l’animale, quest’ultimo  cadde in una pozza di sangue e mentre stava per morire, si udirono le grida di una bambina provenire proprio dall’interno della pancia.
Il ragazzo allora con forza affondò le sue braccia all’interno dello stomaco del coccodrillo ormai morto, e strappando i tessuti riuscì a portare fuori una piccola bambina in lacrime e la salvò.

Per questo motivo alla Vucciria fu festa, “Musica, balli e ciumi ri vinu” scorrevano per tutta la via dell’Argenteria, dalla fontana fino al mare!
Il Coccodrillo è ancora visibile oggi, impagliato e appeso sul tetto di un locale che una volta era un negozio di generi alimentari presso la via Argenteria.

Questa è una leggenda popolare e come tale va presa ovviamente con le pinze, inoltre lasciando da parte l’affascinante leggenda, appendere un coccodrillo dinanzi le botteghe era un uso consueto ad esempio in Egitto. Era di buon augurio!

 

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