I Lazzaretti di Palermo di Santi Gnoffo

Il Lazzaretto (o Lazzeretto) era un luogo dove venivano isolati i portatori di malattie contagiose, in particolar modo di lebbra e peste. L’origine di questa denominazione deriva da alcune ipotesi: la prima è riconducibile al lebbroso Lazzaro, menzionato nel Vangelo, venerato in seguito come protettore delle persone affette da lebbra; la seconda richiama il primo Lazzaretto, quello di Santa Maria di Nazareth a Venezia. Durante le Crociate in Terra Santa gli ammalati che avevano contratto febbri malariche, per precauzione venivano ricoverati in appositi luoghi fuori da Gerusalemme, intitolati a San Lazzaro. La loro degenza durava da sette a quattordici giorni, in seguito, poiché la loro guarigione non avveniva in questi termini furono ricoverati per quaranta giorni. Da qui il termine “Quarantena”.

I Lazzaretti diventarono tristemente famosi perché nel corso dei secoli, a seguito di moltissime epidemie, furono ospedali che venivano allestiti per ospitare epidemie, in particolare di peste. Il più antico Lazzareto di Palermo fu l’antico ospedale di San Giovanni dei Lebbrosi, fondato nel 1071 dai principi normanni Roberto il Giuscardo e Ruggiero, quando conquistarono la città di Palermo. Nel cortile, oltre ai lebbrosi ed altri ammalati contagiosi, c’erano alcune stanze per i pazzi. Fu anche utilizzato per l’epidemia di peste del 1575.
Altri Lazzaretti di Palermo furono:
Il Lazzaretto della chiesa di Santo Spirito, affidata nel 1516 da Papa Leone X all’Ospedale Grande e Nuovo di Palermo.

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Il Lazzaretto dei Borgognoni o del Palazzo della Cuba; servì per ospitare di ammalati di peste nell’anno 1575;
Il Lazzaretto del Molo all’Acquasanta. Sorse per volere del vicerè Duca Alburquerque, il quale nell’anno 1628, dotò la Sicilia di questi ospedali per preservarla dal contagio della peste che allora infieriva in Italia. Questo luogo distava due miglia dalla Città ed era inizialmente uno dei Magazzini di cereali del Senato (dodici magazzini). L’opera di riqualificazione fu ultimata nel 1631. Il Lazzaretto dello Spasimo, utilizzato durante l’epidemia di colera del 1837.
Il Lazzaretto di Borgo Santa Lucia al “Borgo”. Nel 1570, nel Piano dell’Ucciardone sorse il quartiere denominato “Borgo”, per volere di Carlo d’Aragona Tagliavia, Principe di Castelvetrano, presidente del Regno, Vicerè di Sicilia. Nel 1575, gran parte delle strutture del quartiere furono utilizzate come lazzaretti per la peste e la popolazione locale fu trasferita in altro luogo.
Il Lazzaretto di Santa Maria del Monserrato fu utilizzato nel 1624 per la peste che colpì la Città. Questa epidemia provenì da Trapani.
Nell’occasione della peste che colpì la città di Palermo nell’anno 1624, la scelta delle aree da destinare a Lazzaretto seguì mutarono il precedente criterio igienico-sanitario: i lazzareti che si trovavano dentro le Mura cittadine furono trasferiti fuori città.


Le epidemie sia di peste che di colera infestavano più facilmente le città che si affacciavano sul mare, quindi luoghi dove arrivavano mercanzie. Palermo era uno dei porti più transitati del Mediterraneo, quindi questa possibilità aumentava. Dopo l’epidemia di peste del 1575, nota è quella del 1624 dovuta ad un vascello proveniente da Tunisi, risolta grazie al miracolo di Santa Rosalia. Un’altra epidemia di peste, provenì nel 1771 da Malta. La carestia del 1763 determinò una ulteriore grave epidemia: il colera.
Un altro Lazzaretto di malattie infettive è quello della Guadagna: l’ unico “centro infettivologico” di tutta la Sicilia occidentale. Ricoverati pazienti affetti da Epatite virale, Aids, morsi dalle zecche etc. in attesa di essere trasferiti in altri ospedali poi subito il lungo viaggio da un ospedale all’ altro.

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