Le mura di Palermo

Palermo ha una storia antichissima, millenaria. La città ha attraversato varie epoche, e vissuto svariate dominazioni, quindi le mura per la città e per i suoi abitanti erano un bene primario e di vitale importanza, e soprattutto l’ultimo “scudo” tra la vita e la morte in molti casi. Durante i secoli Palermo ha avuto varie cinte murarie, che si sono succedute al ritmo dell’espansione della città. Alcune porzioni delle antiche mura rinascimentali sono ancora visibili per le vie del centro storico e si sono integrate con il tessuto cittadino odierno. Procediamo con ordine, il primo nucleo di Palermo si sviluppa in epoca punica-romana ed è questa la cinta muraria più vecchia, divideva la città in due quartieri: la Paleapoli e Neapoli. Quello più antico è il quartiere Paleapoli, il primo nucleo cittadino di origine fenicia. Esso possedeva due porte e sono quella verso il porto, e l’altra nella zona odierna di piazza Indipendenza. Da piazza Indipendenza in poi si sviluppava la necropoli cittadina. Si possono visionare dei resti di queste vecchie mura a Palazzo dei Normanni. La Neapoli è il primo ampliamento di Palermo, che si sviluppa tra la Paleapoli ed il porto. Con questo ingrandimento della città si rende necessario un ampliamento della cinta muraria e l’apertura di due nuove porte. I nuclei si svilupparono presso i fiumi Kemonia e Papireto, e le mura seguivano il corso di questi due fiumi. Il Kemonia era il fiume d’Oriente ed il Papireto  il fiume d’Occidente, i fiumi sono stati poi interrati.  Alcuni frammenti della cinta muraria sono ancora visibili presso via Maqueda nella zona di piazza Bellini.

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Durante la dominazione araba Palermo subisce una rivoluzione urbanistica, e ad una prima ristrutturazione della vecchia cinta muraria ne segue una completamente nuova, a causa della crescita demografica e di conseguenza urbanistica della città. Sorgono nuovi quartieri e quindi nuove mura sono necessarie, e dunque anche porte nuove, che raggiungono il numero di nove. Particolare ed interessante testimonianza dell’epoca, è la Torre Busuemi Torre di Scrigno ancora presente, oggi fa parte di Palazzo Conte Federico. La torre è presente in quella che prima era la zona della Porta Busuemi da cui ha preso il nome. Nel periodo Normanno non si ebbero molti stravolgimenti, almeno inizialmente si tenne a mantenere l’impianto di origine araba e fu protetta maggiormente la zona del Palazzo Reale. Successivamente le mura subirono un ammodernamento. Parte delle mura rinascimentali, come scritto precedentemente sono ancora visibili in alcuni tratti del centro storico. Dei 12 bastioni della cinta muraria di Palermo, attualmente ne rimangono  4, e ne rimane anche un pezzo di quello di Vega. In pochi sono a conoscenza della loro esistenza, dato che non sono valorizzati. I bastioni rimasti in piedi sono quelli di Palazzo Reale, Papireto, Spasimo e S.Vito e una porzione di quello di Vega. Quasi tutti furono eretti a partire dal 1536 dall’architetto militare Ferramolino che ricevette da Carlo V l’incarico di rivedere le fortificazioni di Messina e della Sicilia. Il Bastione di S.Pietro si trova sotto il muro del Palazzo Reale che fa angolo tra Piazza Indipendenza e Via del Bastione, quello del Papireto invece, eretto nel 1536 si trova in Corso Alberto Amedeo tra Via Lascaris e Via D’Ossuna. Su quale di esso fu costruito il Palazzo Guccia. Il terzo é allo Spasimo, la data di costruzione è il 1536, e lo potete ammirare entrando da Vicolo del Pallone su Via Lincoln. Il quarto anch’esso costruito nel 1536 è in Via Volturno nascosto tra i palazzi. Qui di seguito invece diamo un elenco delle porte che si aprivano lungo le mura della città:

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  • Porta Carini XII sec.  esistente
  • Porta di Castro 1610, non più esistente
  • Porta Felice 1582 esistente
  • Porta dei Greci XIV sec. esistente
  • Ingresso monumentale via Roma 1936, esistente
  • Porta Maqueda non più esistente
  • Porta Nuova 1583, esistente
  • Porta Carbone XVI sec., non più esistente
  • Porta della Calcina XVI sec., esistente all’interno dei fabbricati sulla Cala, nei pressi della chiesa di S. Sebastiano.
  • Porta Montalto 1637, rudere
  • Porta Reale XI sec., esistente
  • Porta Mazzara XIII sec., esistente
  • Porta Termini 1100 ca, non più esistente
  • Porta di Vicari XVII sec., esistente
  • Porta Sant’Agata X sec., esistente
  • Porta S.Giorgio XII sec., non più esistente
  • Porta Busuemi XI tracce
  • Porta della Dogana XVI sec., non più esistente
  • Porta della Pescheria XV sec., non più esistente
  • Porta d’Ossuna XVII sec., non più esistente

 

Le foto presenti nella gallery sono state gentilmente concesse da Masino Serrago, Giusi Lombardo e Jessica Maria Rita Lo Bue

 

 

Alcune informazioni sono prese da wikipedia.it

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