Lo Studio Ducrot, quando la buona imprenditoria era il cuore di Palermo

Agli inizi del secolo scorso Palermo sfornava grandi menti, persone con talento e voglia di fare che ci hanno proiettato alla ribalta internazionale. Abbiamo avuto i Florio, i Basile e tanti altri nomi che hanno dato lustro alla nostra città. Tra le grandi personalità non possiamo non annoverare i Ducrot. La storia dei Ducrot è affascinante e ricca di aneddoti, è una storia ricca di avventura, come quelle che leggevamo da piccoli suoi libri, che hanno il sapore delle imprese dei personaggi dei romanzi.

 

La storia della famiglia, protagonista del liberty ed anche dell’arredamento di tutti i più grandi e prestigiosi edifici fino agli anni 40 inizia alla fine del 1800. Vittorio Ducrot è il famoso fondatore dello Studio Ducrot. Figlio di Victor Ducrot, ingegnere ferroviario, che col fratello collaborò alla costruzione del canale di Suez, vanta una storia familiare interessante, l’altro fratello, il generale Auguste, combatté con Napoleone III nella battaglia di Sedan e difese Parigi dall’ assedio dei Prussiani nel 1871.  Nei primi anni del Novecento Vittorio, dopo gli studi in Svizzera, ritorna a Palermo, assumendo nel 1902 la direzione del mobilificio del patrigno, ridenominandolo “Studio Ducrot“. La fabbrica aveva sede nei capannoni della Zisa. Il percorso di crescita impresso da Vittorio è notevole, inizia come atelier artigianale di pregio per poi diventare una società di produzione industriale, tra le prime in Europa del settore mobiliare per la progettazione di massa di manufatti e arredi di stampo modernista. Iniziano poi in quel periodo le grandi collaborazioni con artisti di pregio quali Ernesto Basile ed il celebre pittore Ettore De Maria Bergler. Dallo studio Ducrot provengono i mobili e gli arredamenti dei maggiori edifici e palazzi nobiliari d’Europa quali ad esempio: gli arredi del villino Florio, Grand hotel Villa Igiea, casa Lemos, villa dei Principi Deliella, la sede della Cassa centrale di risparmio Vittorio Emanuele per le province siciliane a Palermo, il Palazzo Delle Poste e a Roma palazzo di Montecitorio e il Gran Caffè Faraglia a piazza Venezia. Questi sono solamente alcuni dei tantissimi palazzi ed edifici sia privati che pubblici a cui lo studio diede la sua unica e prestigiosa impronta, lo studio ebbe commesse anche da Instabul, dove realizzò l’ambasciata, e da Il Cairo. Lo sviluppo della Ducrot venne certamente favorito dai buoni rapporti con la famiglia Florio, che gli commissionò tra l’altro tantissimi lavori. Nel periodo fra il 1915 ed il 1918, la Ducrot riconvertì gran parte delle sue attrezzature per la produzione di parti di aerei ed idrovolanti, su commissione dei governi di Italia, Francia e Inghilterra. I Ducrot si distinsero anche per la progettazione degli interni dei transatlantici, suoi sono gli interni del Principessa Mafalda varato nel 1908, Duilio (1916), Giulio Cesare (1920) e Victoria (1930) e Rex (1932). Si distinse anche per la produzione dei MAS (motosiluranti) utilizzate nella grande guerra, famoso l’episodio della “Beffa di Buccari” con protagonista il vate Gabriele D’Annunzio, compiuta proprio a bordo dei MAS. Durante il periodo fra le due grandi guerre, la Ducrot arrivò a dare lavoro a quasi 2500 dipendenti. La crisi poi, causa il clima di austerità e la grande esposizione debitoria con le banche, arrivò inesorabile. L’avventura dei Ducrot termina nel 1939, col primo cambio di proprietà dei capannoni della Zisa. Termina così un periodo di grande imprenditoria per Palermo e per tutti gli operai che lavorarono per questa grande fabbrica, e che diede tanta visibilità alla città. Oggi più che mai avremmo bisogno di persone dotate di questa inventiva e questo grande spirito imprenditoriale.

Advertisements

 

 

 

Foto copertina di Italialiberty.it

Condividi questo articolo e fallo conoscere ai tuoi amici