Palermo, risiede nel capoluogo siciliano il documento cartaceo più antico d’Europa

Palermo è una città unica, che riserva continue sorprese, ed infatti risiede conservato il documento cartaceo più antico d’Europa datato 1109. E’ una lettera bilingue (greco e arabo) di Adelasia (o Adelaide) degli Aleramici, moglie di Ruggero I, conte di Sicilia e di Calabria. Proviene dalla Cancelleria dei re Normanni ed è conservato nell’Archivio di Stato di Palermo.

Si tratta di una lettera bilingue, scritta in greco e in arabo, di Adelasia del Vasto, nota anche come Adelasia degli Aleramici (1074-1118), contessa di Sicilia, ancora oggi amata dai palermitani.  Adelasia scrisse il mandato per ordinare ai vicecomiti della terra di Castrogiovanni (oggi Enna) di proteggere il monastero di San Filippo di Demenna, sito nella valle di San Marco, che rientrava nel suo patrimonio personale. Adelasia, per redigere la lettera, adottò la carta perché non si trattava di un documento solenne, per i quali veniva ancora usata la pergamena, ma piuttosto di un atto di natura transitoria.
Il documento parecchio malmesso è stato restaurato dal Centro di Restauro di Roma e oggi è conservato presso l’Archivio di Palermo. I restauri, condotti con l’ausilio delle migliori tecnologie, hanno rivelato che si tratta di una carta di provenienza araba. All’analisi microscopica l’impasto fibroso è risultato composto da cellulosa di lino in fibre poco raffinate e frammentate. La materia prima, la scarsa raffinazione, l’assenza di filigrana e la grande quantità di amido di frumento ritrovata nella fibra sono tutti elementi che confermano la provenienza araba di questo importantissimo “primo pezzo di carta”.
Il documento bilingue di Adelasia del Vasto è scritto in greco nella parte superiore ed il resto in arabo.
Il documento bilingue di Adelasia del Vasto è scritto in greco nella parte superiore ed il resto in arabo.

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