Il Palermo torna a vincere, Zamparini torna a promettere. Ma non gli crede nessuno.

Un Palermo bello, compatto e finalmente vincente. Anche se a dire il vero, in una serie B in cui è soprattutto la modestia a prevalere viste le tante formazioni non esattamente eccelse che occupano la prima metà della classifica, basta essere solo belli oppure solo compatti per vincere. Quando ci sono degli scontri diretti, come il bellissimo Palermo-Frosinone a cui abbiamo assistito, se stai bene in campo e riesci a produrre anche una buona mole di gioco, difficilmente il risultato sarà diverso dalla vittoria in tuo favore. E così è andata per i rosanero. È bastata la zampata di Gnahorè pochi secondi dopo l’inizio della ripresa per avere ragione dei ciociari, decisamente più pericolosi nel primo tempo ma perfettamente imbrigliati dalla compagine di Tedino nei secondi 45 minuti.

E non poteva non accorgersi di questo netto miglioramento Maurizio Zamparini. L’inversione di tendenza vista nella squadra a partire dal secondo tempo contro l’Ascoli (dopo che la prima frazione era stata francamente inguardabile) ha rinvigorito il patron. E Zampa non ha perso tempo nell’esprimersi in maniera positiva.

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Per lui, quella vista sabato scorso al cospetto dei ciociari ricordava la squadra ammirata nel girone di andata. Una squadra che si è persa clamorosamente nelle prime gare della seconda parte di stagione. La promozione rimane la priorità per il Palermo e per Zamparini, il quale sembra aver ridimensionato le proprie ambizioni. Ricordate cosa disse alla vigilia del campionato e poco prima della sosta di fine 2018? “Vinceremo il campionato con dieci punti di vantaggio sulla seconda“. Difficile, anzi ormai impossibile a questo punto della stagione.

Allora Zamparini diventa cinico e concreto, badando dunque a portare a casa solo la serie A. Un atteggiamento che non può non piacere a chi ascolta e soprattutto a chi legge le dichiarazioni del patron. Anche se, ancora una volta MZ non ha mancato di tirare fuori una promessa che puzza di vecchio, e alla quale onestamente si fa fatica a credere. Così, durante la consueta intervista rilasciata per il sito ufficiale 24 ore dopo la partita, Zamparini si è così espresso sul suo futuro a Palermo: “Sarò felice di riportare il Palermo in A, ma questo sarà il mio ultimo anno“.

Una frase sentita e risentita, letta e riletta, trita e ritrita. Come se il vinile abilmente piazzato sul suo personale giradischi si fosse nuovamente incantato, e la puntina non riuscisse a leggere oltre. Maurizio Zamparini promette di lasciare Palermo e il Palermo al termine della stagione, possibilmente con un ritorno nella massima serie. Una situazione che gli fornirebbe circa 30 milioni di motivi – euro più, euro meno – per essere felice. Un patron che ha gradito il ritorno abbastanza massiccio della gente al “Barbera” (erano circa in 10mila per la sfida al Frosinone) e che parla di pubblico ritrovato.

E Zamparini forse ignora che ci sono ancora migliaia di tifosi che restano volontariamente a casa, in forma di protesta (forse anche questa abbastanza superflua) contro le presunte angherie dello stesso numero 1 del club di viale del Fante. Dunque una vittoria convincente consente a Zamparini di tornare a formulare promesse. Una vittoria che serve a nascondere la realtà dei fatti per com’è, ed anche in maniera chiara. Almeno per quanto riguarda il rapporto tra tifosi, squadra e patron.

C’è però da pensare prima al campo, alla gara di Parma da recuperare e ai prossimi impegni. Ci sono da affrontare ancora dodici battaglie. Tredici se consideriamo la sfida del ‘Tardini’. C’è soprattutto un gap di tre punti da recuperare per conquistare una delle due piazze che regalerebbero il ritorno nella massima serie. Quattro, se consideriamo il distacco dalla capolista Empoli. Qualora dovesse arrivare la promozione, staremo a vedere se l’ennesima promessa di Zamparini andrà a coincidere, finalmente, con la realtà. Ma ora come ora, non bisogna pensarci. O almeno, non deve pensarci chi scende in campo.

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