Palermo, un punto e una certezza: tutta la B ti teme

Con il minimo sforzo, con la capacità di non andare mai in sofferenza o in debito di ossigeno, ma dando sempre la sensazione di poter andare su tutti i campi della categoria ad incutere timore, fino ad indurre ogni avversario di turno a modificare l’assetto in campo e ad assumere un atteggiamento più parsimonioso e conservativo. Numeri alla mano, lo Spezia si avvicinava alla sfida contro il Palermo con statistiche di tutto rispetto, almeno relativamente alle gare disputate tra le mura amiche. Dieci partite giocate, sette vittorie e due pareggi, con quindici reti messe a segno e appena cinque incassate. Una squadra che, dunque, stando a quanto dicono i numeri avrebbe dovuto rappresentare uno spauracchio per la formazione rosanero, la quale ha invece fatto vedere quanto sia difficile gestire un avversario di blasone, con una classifica che fa invidia e con una condizione mentale difficile da prevedere all’inizio della stagione. Lo 0-0 maturato ieri al “Picco” è la sintesi perfetta di quanto questo Palermo faccia paura a tutte, e vedere la formazione di mister Gallo stare quasi sempre compatto dietro la linea della palla è un altro attestato di stima per Bruno Tedino.

Ma questo è un canovaccio che viene ormai recitato fin dall’inizio del campionato. Raramente, infatti, si è vista una squadra in grado di macinare gioco e di mettere sotto questo Palermo, fatta forse eccezione per il Cittadella che due mesi fa ha letteralmente passeggiato al “Barbera” contro una irriconoscibile formazione rosanero. Da allora, nessuno è mai stato capace di uscire dal campo con la facoltà di dire di aver fatto qualcosa in più rispetto a Nestorovski, e anche lo Spezia è stato costretto a rintanarsi nella propria metà campo – se non in alcune occasioni nella propria trequarti – per difendere quantomeno lo 0-0 di partenza. Il rammarico più grande è legato ad una delle poche palle gol venute fuori in una gara molto maschia ma di fatto noiosa: il palo scheggiato nel finale da Coronado è stata una delle rare chances che il Palermo ha potuto costruire, al cospetto di una squadra che ha concesso davvero poco. È vero che l’occasione più ghiotta l’hanno avuta proprio i liguri, con il paratone di Pomini sul grande ex Gilardino, ma la gara l’hanno fatta i rosa.

C’è davvero poco per cui preoccuparsi, dunque, se non per il fatto che da ora fino al termine del campionato non ci sarà una singola squadra che proverà a fare la partita contro questo Palermo. Gli ultimi esempi, specialmente quando i rosa giocano lontano da casa, danno forza e sostanza a questa teoria: due pareggi consecutivi in trasferta per la formazione di mister Tedino, che prima dello 0-0 di La Spezia ha portato a casa un solo punto anche da Cesena, al termine di una gara dominata e che non ha regalato la vittoria solo a causa del golazo di Jallow. I rosa sanno di essere la squadra più forte e più temuta della categoria. Basti vedere l’ardore e l’aggressività con cui, ad esempio, vengono affrontate di sabato in sabato squadre come Frosinone e Parma. Ecco perchè il pareggio a reti bianche del “Picco” non deve essere visto come un mezzo passo falso, nè tantomeno deve essere visto sotto una luce negativa l’aggancio dei ciociari in testa alla classifica. Un Palermo così sembra difficile da arginare ed è altrettanto difficile da fermare la sua corsa verso la serie A.

Di fatto, solo un clamoroso autogol può rovinare la stagione di questo Palermo. Sabato si torna a casa per affrontare il Brescia: vincere sarebbe fondamentale, e sicuramente sarà l’unico obiettivo che mister Tedino inculcherà nella mente dei suoi giocatori. Ovviamente ci sarà da abbattere un altro muro, quello che con ogni probabilità Pasquale Marino isserà davanti alla porta delle Rondinelle, pertanto ci vorrà qualcosa in più per vincere.

Condividi questo articolo e fallo conoscere ai tuoi amici

Posavec vola tra la noia, e il Palermo ne vince un'altra
Calciomercato: il Palermo punta ad un nuovo rinforzo